Breve storia del Premio letterario “Mercede
Mundula”
Nata, inizialmente, come "Associazione delle
donne Professioniste e Artiste", la F.I.D.A.P.A. non poteva
non incoraggiare le sue socie ad esprimere
pensieri, fantasie, sogni nelle forme artistiche loro più
congeniali.
Nel 1964 pertanto si pensò di istituire un
Premio Letterario intitolato a "Mercede Mundula",
poetessa cagliaritana, delicata e sensibile,
molto conosciuta anche come saggista.
Istituendo questo Premio, che ha cadenza
biennale e ha carattere nazionale, la Sezione di Cagliari si
proponeva non solo di consentire alle donne di
ottenere lusinghieri riconoscimenti, ma anche di far conoscere
ed amare la cultura sarda tutta.
Da subito, infatti, la Cerimonia di Premiazione
si tenne in concomitanza con la Sagra di S. Efisio e
venne arricchita da un giro turistico della
Sardegna, suscitando sempre molto interesse e partecipazione.
I premi stessi, consistenti in raffinati
prodotti di oreficeria sarda, sono stati un modo originale di
farci conoscere
e stimare.
Per il 50° anniversario della morte della
Poetessa, il Comune di Cagliari, riconoscendo il lavoro
di sensibilizzazione svolto dalla Sezione di
Cagliari, ha voluto dare un giusto rilievo alla commemorazione
sia curando una ristampa delle sue opere ed
inoltre intitolandole, su nostra richiesta, una piazzetta nel
quartiere di Castello.
Nell'ambito poi della "XII Settimana dei beni
culturali" e per l'inaugurazione della "Sala Sarda" nella
Biblioteca dell'Università di Cagliari, è stata
istituita la "Donazione Fondo Mercede Mundula", con testi ed
opere originali donati dalle figlie.
Alla luce di quanto è stato fatto e col
desiderio di fare sempre meglio, nell'organizzare la XIX
edizione
del Premio, abbiamo pensato fosse necessario
non solo allargarlo anche ai giovani, ma aprirlo alla lingua
sarda da sempre, nella nostra isola, usata per
"poetare".
Riteniamo che l'autorevolezza acquisita dal
nostro Premio (delle cui giurie hanno fatto parte i più bei
nomi dell'”intellighenzia” sarda da Bebbo
Boscolo a Marcello Serra, Antonio Romagnino, Gianni Filippini,
etc.) possa dare anche alle opere in lingua
sarda un giusto rilievo consentendone una più ampia diffusione
e conoscenza, e nello stesso tempo avvicinare i
giovani alla poesia e all'arte valorizzandone il talento.