Una raccolta di firme per far posto alle donne nelle stanze della Regione
SASSARI. Iniziativa della Fidapa per una legge popolare che duca la doppia preferenza di genere. In Italia la percentuale di rappresentanza delle donne nelle sedi istituzionali in cui si prendono le decisioni importanti è una delle più basse in Europa. Di questa esigenza si è fatta portavoce e interprete la Fidapa (Federazione internazionale donne arti professioni e affari) che ha promosso una raccolta di firme per ottenere l'introduzione della doppia preferenza di La proposta è stata illustrata, ieri, dai vertici del sodalizio, Elena Burrai (presidente del distretto Sardegna), Luisanna Tedde e Rosalba Crillissi (presidente ed ex della sezione sassarese) nell'aula consiliare di Palazzo Ducale. Si tratta di portare avanti una proposta di legge regionale che modifichi quella attuale prescrivendo l'obbligo, da parte dell'elettore, di votare un uomo e una donna pena l'invalidità di una delle preferenze. «Nei paesi in cui questo sistema esiste - ha spiegato Elena Burrai - le donne hanno una buona rappresentanza che contribuisce ad amministrare la cosa pubblica con le regole della vera democrazia». In Italia, le donne rappresentano il 52 per cento della popolazione, ma sono scarsamente rappresentate nei consessi e nelle assemblee delle istituzioni pubbliche in cui si legifera o comunque si prendono decisioni importanti per lo stato. In Sardegna solo il 7,5 per cento delle donne partecipa attivamente alla vita politica a fronte di un 18 per cento del dato nazionale. «Il nostro obiettivo non è fatto di numeri - rimarca la presidente Burrai -, chiediamo solo di essere più presenti nelle sedi in cui si decidono le questioni vitali del Paese, l'ideale sarebbe arrivare a una percentuale del 50 per cento, obiettivo possibile solo con l'introduzione della doppia preferenza di genere». L'intento non è la contrapposizione, un atteggiamento ormai culturalmente superato, ma la partecipazione democratica che si realizza solo con la rappresentanza equa di una componente fondamentale della società contemporanea. La raccolta è già cominciata. «Con modalità diverse dal solito banchetto per strada - ha detto Luisanna Tedde - la nostra azione è più chirurgica e mirata e rivolta tanto alle donne quanto agli uomini». In città la Fidapa, associazione internazionale ripartita su base distrettuale regionale, conta 36 iscritte, 350 in tutta la Sardegna. «Siamo un sodalizio apartitico e apolitico - ha tenuto a rimarcare Elena Burrai - aperto a tutte le donne che vogliano offrire il loro contributo per la crescita culturale della società». Fidapa nasce a St Louis nel 1919 da un gruppo di donne che, alla partenza dei mariti sul fronte della Grande guerra, furono costrette a rimboccarsi le maniche per far funzionare servizi e istituti fino a qual momento gestiti dagli uomini. La sede sassarese compie 50 anni a marzo e l'iniziativa presentata ieri vuole essere un omaggio allo spirito intraprendente e combattivo delle fondatrici. (Dalla Nuova del 21 Febbraio 2012 )






























